Note al Capitolo Due.

(1). Vedi volume primo, capitolo Quattro, 3, pagina 77.

(2). Seguendo questa nuova concezione della filosofia, di li a qualche
anno  Nietzsche user l'espressione Un libro per tutti e  per  nessuno
come sottotitolo a Cos parl Zarathustra.

(3).   La  produzione  delle  idee,  delle  rappresentazioni,   della
coscienza,    in  primo  luogo direttamente intrecciata  all'attivit
materiale  e  alle relazioni materiali degli uomini, linguaggio  della
vita  reale.  Le rappresentazioni e i pensieri, lo scambio  spirituale
degli  uomini  appaiono qui ancora come emanazione  diretta  del  loro
comportamento  materiale. Ci vale allo stesso modo per la  produzione
spirituale,  quale si manifesta nel linguaggio della  politica,  delle
leggi,  della morale, della religione, della metafisica, eccetera,  di
un  popolo.  Sono gli uomini i produttori delle loro rappresentazioni,
idee,  eccetera,  ma  gli  uomini  reali,  operanti,  cos  come  sono
condizionati da un determinato sviluppo delle loro forze produttive  e
dalle  relazioni  che vi corrispondono fino alle loro  formazioni  pi
estese.   La  coscienza  non  pu  mai  essere  qualcosa  di   diverso
dall'essere  cosciente, e l'essere degli uomini   il  processo  reale
della  loro vita. Se l'intera ideologia degli uomini e i loro rapporti
appaiono  capovolti come in una camera oscura, questo fenomeno  deriva
dal  processo  storico della loro vita, proprio come il capovolgimento
degli  oggetti sulla retina deriva dal loro immediato processo fisico
(K.  Marx  -  F. Engels, L'ideologia tedesca, libro primo, primo  [1],
traduzione di F. Codino, Editori Riuniti, Roma, 19722, pagina 3).

 (4). Ibidem.

(5).  I  presupposti  da cui muoviamo non sono  arbitrari,  non  sono
dogmi:  sono  presupposti  reali,  dai  quali  si  pu  astrarre  solo
nell'immaginazione. Essi sono gli individui reali, la loro azione e le
loro condizioni materiali di vita, tanto quelle che essi hanno trovato
gi  esistenti quanto quelle prodotte dalla loro stessa azione. Questi
presupposti sono dunque contestabili per via puramente empirica (ivi,
pagina 8).

(6).  Il  sottotitolo  dell'opera  Critica della  critica  critica  -
Contro Bruno Bauer e soci.

(7).  L'umanesimo  reale  non  ha  in  Germania  un  avversario   pi
pericoloso dello spiritualismo o dell'idealismo speculativo, che  pone
al posto dell'uomo reale individuale l'"autocoscienza", o lo "spirito"
[...].  Ci  che noi combattiamo nella critica baueriana  appunto  la
speculazione riproducentesi come caricatura: essa rappresenta per  noi
l'espressione pi completa del Principio cristiano-germanico, il quale
tenta  il  suo ultimo esperimento trasformando "la critica" stessa  in
una  potenza  trascendente (K. Marx - F. Engels, La  sacra  famiglia,
Prefazione, a cura di A. Zanardo, Editori Riuniti, Roma, 1967,  pagina
3).

[Figura non riportata: I giovani hegeliani in una caricatura  di  F.
Engels  (1842).  Tra  gli  altri si riconoscono:  A.  Ruge  (primo  da
sinistra),  B. Bauer (quarto da sinistra davanti a Ruge),  M.  Stirner
(settimo  da sinistra). L'immagine  tratta da Annali franco-tedeschi,
a cura di G. M. Bravo, Edizioni del Gallo, Milano, 1965, pagina 192].

(8).   L'opera   che   Marx  pensava  di  pubblicare   dopo   l'uscita
dell'Introduzione  sugli  Annali  franco-tedeschi      rimasta   un
manoscritto  incompiuto (pubblicato per la prima  volta  a  Mosca  nel
1927).  Si  tratta di una analisi puntuale dei paragrafi  261-313  dei
Lineamenti di filosofia del diritto di J. W. F. Hegel, che -  come  si
ricorder - riguardano lo stato.

(9).   K.   Marx,  Critica  alla  filosofia  del  diritto  di   Hegel.
Introduzione, in Annali franco-tedeschi, citato, pagina 125.

(10). Ibidem.

(11). Ivi, pagina 126.

(12).  Anche questo lavoro di Marx  rimasto a lungo inedito (  stato
pubblicato  per  la  prima volta a Berlino nel 1932);  con  il  titolo
Manoscritti economico-filosofici del 1844 si pu leggere in traduzione
italiana,  a cura di N. Bobbio, Einaudi, Torino, 1968 [prima  edizione
1949], oppure a cura di G. Della Volpe, Editori Riuniti, Roma, 1969 4.
Esso comprende tre manoscritti: oltre alla Prefazione, il primo tratta
di  Salario,  Profitto  del  capitale, Rendita  fondiaria,  Il  lavoro
estraniato;  il  secondo    dedicato a Il  rapporto  della  propriet
privata;  il  terzo  affronta  i  temi  Propriet  privata  e  lavoro,
Propriet  privata e comunismo, Bisogno, produzione  e  divisione  del
lavoro, Denaro; un ultimo capitolo a s stante  dedicato alla Critica
della dialettica e in generale della filosofia di Hegel.

(13). K. Marx, Manoscritti economico-filosofici del 1844, a cura di N.
Bobbio, citato, pagina 3.

(14). Ivi, pagina 5.

(15).  Anche L'ideologia tedesca (Critica della pi recente  filosofia
tedesca nei suoi rappresentanti Feuerbach, B. Bauer e Stirner,  e  del
socialismo tedesco nei suoi vari profeti) rimase inedita fino al 1927,
nonostante gli sforzi sostenuti dagli autori per trovare un editore.

(16).  Tutta la critica filosofica tedesca da Strauss fino a  Stirner
si  limita  alla  critica delle rappresentazioni religiose.  [...]  Fu
presupposto  il  predominio della religione (K.  Marx  -  F.  Engels,
L'ideologia tedesca, libro primo, primo, [1], citato, pagine 6-7); La
critica tedesca non ha mai abbandonato, fino ai suoi ultimi sforzi, il
terreno  della filosofia. Ben lungi dall'indagare sui suoi presupposti
filosofici generali, tutti quanti i suoi problemi sono nati  anzi  sul
terreno  di un sistema filosofico determinato, l'hegeliano.  Non  solo
nelle risposte, ma gi negli stessi problemi c'era una mistificazione.
Questa  dipendenza  da Hegel  la ragione per cui  nessuno  di  questi
moderni  critici  ha  tentato  una  critica  complessiva  del  sistema
hegeliano,  tanta   la convinzione, in ciascuno di essi,  di  essersi
spinto oltre Hegel. La loro polemica contro Hegel e fra loro si limita
a  questo, che ciascuno estrae un aspetto del sistema hegeliano  e  lo
rivolge tanto contro l'intero sistema quanto contro gli aspetti che ne
estraggono gli altri (ivi, pagina 6).

(17).  K. Marx, Tesi su Feuerbach, undicesimo, in Marx - Engels, Opere
scelte, Editori Riuniti, Roma, 19692, pagina 190.

(18).  Egli  [Feuerbach]  non vede come il  mondo  sensibile  che  lo
circonda  sia  non una cosa data immediatamente dall'eternit,  sempre
uguale  a  se  stessa,  bens  il  prodotto  dell'industria  e   delle
condizioni  sociali;  e  precisamente nel  senso  che    un  prodotto
storico, il risultato dell'attivit di tutta una serie di generazioni,
ciascuna delle quali si  appoggiata sulle spalle delle precedenti, ne
ha  ulteriormente  perfezionato l'industria e le  relazioni  e  ne  ha
modificato l'ordinamento sociale in base ai mutati bisogni. Anche  gli
oggetti  della  pi semplice "certezza sensibile" gli sono  dati  solo
attraverso   lo   sviluppo  sociale,  l'industria   e   le   relazioni
commerciali. E' noto che il ciliegio, come quasi tutti gli  alberi  da
frutta,    stato trapiantato nella nostra zona solo pochi  secoli  or
sono grazie al commercio, e perci soltanto grazie a questa azione  di
una  determinata societ in un determinato tempo esso fu offerto  alla
"certezza  sensibile" di Feuerbach (K. Marx - F. Engels,  L'ideologia
tedesca, libro primo, primo, [2], citato, pagina 16).

(19).  Confronta K. Marx, Tesi su Feuerbach, secondo,  citato,  pagina
188.

(20). Confronta K. Marx - F. Engels, L'ideologia tedesca, libro primo,
primo, [1], citato, pagina 14.

(21).  Il comunismo per noi non  uno stato di cose che debba  essere
instaurato, un ideale al quale la realt dovr conformarsi.  Chiamiamo
comunismo  il movimento reale che abolisce lo stato di cose  presente
(ivi,  pagina  25). Marx ed Engels ci tengono molto a sottolineare  il
carattere  non  utopistico  della loro proposta  teorica  e  politica.
Engels dedica alcune parti di una sua opera del 1878, Il rovesciamento
della  scienza del signor Eugen Dhring, all'analisi delle  differenze
fra  il  socialismo utopistico e quello propugnato da lui e  da  Marx,
fondato  sul  rigore  scientifico. Queste parti furono  raccolte,  nel
1882,   dallo  stesso  Engels  in  un  opuscolo  di  grande  successo:
L'evoluzione del socialismo dall'utopia alla scienza.

(22).  Ivi,  libro primo, primo, [2], pagina 15. La  Mule-Jenny    la
spoletta  volante,  innovazione tecnica  rivoluzionaria  nel  telaio
meccanico.

(23). Per sintetizzare i diversi modi di produzione analizzati da Marx
e  da Engels, noi seguiremo l'esposizione che essi ne fanno in termini
molto  generali  nella  prima parte dell'Ideologia  tedesca.  Marx  ha
comunque  approfondito questo tema in altre opere. Tra il  1857  e  il
1858  Marx  redasse una serie di appunti raccolti in  sette  quaderni;
questi appunti - che costituiranno la base per le sue principali opere
economiche  (Per la critica dell'economia politica e  Il  capitale)  -
furono pubblicati per la prima volta a Mosca fra 1939 e il 1941 con il
titolo  Grundrisse  der  Kritik der politischen konomie  (Rohentwurf)
1857-1858,   Lineamenti  fondamentali  della  critica   dell'economia
politica  (Primo  abbozzo) 1857-1858, e sono generalmente  noti  come
Grundrisse. La fine del quarto quaderno e l'inizio del quinto  ([375]-
[413])   sono   dedicati  alle  Forme  che  precedono  la   produzione
capitalista  (edizione italiana a cura di E. Grillo, La Nuova  Italia,
Firenze, 1968-1970, volume secondo, pagine 94-148; la stessa  parte  
pubblicata   in   volumetto,  Forme  economiche  precapitaliste,   con
introduzione di E. Hobsbawm, Editori Riuniti, Roma, 19672).

(24). Sulla divisione del lavoro confronta quanto sostenevano A. Smith
(vedi  volume secondo, capitolo Dodici, 6, pagine 311-312) e J. W.  F.
Hegel (vedi volume secondo, capitolo Quattordici, 4, pagine 450-451).

(25). Confronta K. Marx - F. Engels, L'ideologia tedesca, libro primo,
primo, [4], citato, pagine 40-41.

(26). Confronta ivi, pagina 42.

(27). Confronta ivi, pagina 43.

(28). Ivi, pagine 44-45.

(29). Confronta ivi, pagina 46.

(30). Ivi, pagina 55.

(31). K. Marx - F. Engels, Manifesto del Partito comunista, a cura  di
E. Cantimori Mezzomonti, Laterza, Bari, 19664, primo, pagina 54.

(32). Confronta ivi, pagine 55-58.

(33).  K.  Marx - F. Engels, L'ideologia tedesca, libro primo,  primo,
[4], citato, pagina 62.

(34). Confronta ivi, pagine 61-62. La funzione progressiva del servo
rimanda  chiaramente  alla  dialettica servo-signore  illustrata  da
Hegel nella Fenomenologia dello Spirito.

(35). Ivi, pagina 59.

(36).  K.  Marx, Per la critica dell'economia politica. Prefazione,  a
cura  di  M. Dobb, Editori Riuniti, Roma, 19693, pagina 5.  I  corsivi
sono nostri.

(37). F. Engels, nella Introduzione alla prima ristampa dell'opera  di
Marx  Le lotte di classe in Francia, scrive: Il lavoro che qui  viene
ristampato fu il primo tentativo di Marx di spiegare mediante  la  sua
concezione   materialistica  un  frammento  di  storia   contemporanea
partendo dalla situazione economica corrispondente. Nel Manifesto  del
Partito comunista la teoria era stata applicata a grandi linee a tutta
la  storia  moderna,  negli  articoli  di  Marx  e  miei  nella  "Neue
Rheinische   Zeitung"  ["Nuova  Gazzetta  Renana"]  essa   era   stata
continuamente  impiegata  per interpretare  gli  avvenimenti  politici
correnti. Qui invece si tratta di dimostrare nel corso di uno sviluppo
di parecchi anni, altrettanto critico, quanto caratteristico per tutta
l'Europa,  l'intimo  nesso  causale, e  quindi,  secondo  il  concetto
dell'autore,  di  ricondurre gli avvenimenti  politici  all'azione  di
cause  in ultima istanza  economiche (in K. Marx, Le lotte di  classe
in  Francia,  a  cura  di G. Giorgetti, Editori Riuniti,  Roma,  1962,
pagine  39-40);  il  corsivo   nostro. Lo  scritto  di  Marx  cui  si
riferisce  il  testo di Engels  l'analisi, compiuta  da  Marx,  della
storia francese dal 1848 al 1850.

(38).  Per  il suo fondamento, il mio metodo dialettico  non  solo  
differente  da quello hegeliano, ma ne  anche direttamente l'opposto.
Per  Hegel il processo del pensiero, che egli, sotto il nome di  Idea,
trasforma  addirittura in soggetto indipendente,    il  demiurgo  del
reale, mentre il reale non  che il fenomeno esterno del pensiero; per
me,  viceversa, l'elemento ideale non  altro che l'elemento materiale
trasferito  e tradotto nel cervello degli uomini (K. Marx,  Poscritto
alla seconda edizione  (1873) di Il capitale, in K. Marx, Il capitale.
Libro  primo,  traduzione di D. Cantimori, introduzione  di  M.  Dobb,
Editori Riuniti, Roma, 19645, pagina 44).

(39). Ivi, pagine 44-45.

(40).  K.  Marx,  Per  la critica dell'economia politica.  Prefazione,
citato, pagina 8. I versi di Dante sono il 14 e il 15 del terzo  canto
dell'Inferno, cos riportati da Marx.

(41). Vedi volume secondo, capitolo Dodici, 1.

(42).  Negli  scritti di Marx ed Engels sono frequenti  i  riferimenti
alla  storia  dell'arte: i passi relativi sono stati  raccolti  da  C.
Salinari  in  K.  Marx - F. Engels, Scritti sull'arte, Laterza,  Bari,
1967.

(43). Vedi capitolo Tre, 1, pagina 87.

(44). La tesi di laurea di Marx, discussa a Jena il 15 aprile 1841,  
proprio sugli atomisti greci: K. Marx, Democrito e Epicuro, a cura  di
A. Sabetti, La Nuova Italia, Firenze, 1979 [prima edizione 1962].

(45).  K.  Marx - F. Engels, L'ideologia tedesca, libro primo,  primo,
[4], citato, pagina 59.

(46).  F.  Engels, Antidhring, terzo, primo, a cura di V.  Gerratana,
Editori   Riuniti,  Roma,  19712,  pagina  273;  oppure   F.   Engels,
L'evoluzione  del socialismo dall'utopia alla scienza, a  cura  di  G.
Prestipino, Editori Riuniti, Roma, 1970, pagina 71.

(47).  K.  Marx - F. Engels, L'ideologia tedesca, libro primo,  primo,
[2], citato, pagina 25.

(48).  K.  Marx - F. Engels, Manifesto del partito comunista, secondo,
citato, pagina 84.

(49). Confronta ivi, pagine 85-87.

(50). Confronta ivi, pagine 87-88.

(51). Confronta ivi, pagine 88-89.

(52).  Marx ed Engels elencano dieci punti: 1 - Espropriazione  della
propriet  fondiaria ed impiego della rendita fondiaria per  le  spese
dello  Stato.  2 - Imposta fortemente progressiva. 3 - Abolizione  del
diritto  di  successione. 4 - Confisca della propriet  di  tutti  gli
emigrati e ribelli. 5 - Accentramento del credito in mano dello  Stato
mediante  una  banca nazionale con capitale dello  Stato  e  monopolio
esclusivo.  6  - Accentramento di tutti i mezzi di trasporto  in  mano
dello  Stato.  7  -  Moltiplicazione delle fabbriche nazionali,  degli
strumenti  di  produzione,  dissodamento e miglioramento  dei  terreni
secondo  un piano collettivo. 8 - Eguale obbligo di lavoro per  tutti,
costituzione  di eserciti industriali, specialmente per l'agricoltura.
9  -  Unificazione  dell'esercizio dell'agricoltura e  dell'industria,
misure  atte  ad  eliminare  gradualmente l'antagonismo  fra  citt  e
campagna.  10 - Istruzione pubblica e gratuita per tutti i  fanciulli.
Eliminazione del lavoro dei fanciulli nelle fabbriche nella sua  forma
attuale.  Combinazione dell'istruzione con la produzione  materiale  e
cos via (ivi, pagine 91-92).

(53). Ivi, pagina 93.

(54). Ivi, pagina 78.

(55). Ibidem.

(56).  Il  proletariato, unendosi di necessit in classe nella  lotta
contro  la  borghesia,  facendosi  classe  dominante  attraverso   una
rivoluzione,  ed  abolendo con la forza, come  classe  dominante,  gli
antichi  rapporti di produzione, abolisce insieme a quei  rapporti  di
produzione le condizioni di esistenza dell'antagonismo di classe, cio
abolisce  le  condizioni d'esistenza delle classi in  genere,  e  cos
anche il suo proprio dominio in quanto classe (ivi, pagina 93).

(57).  Aristotele, De Republica, primo, 9, citato da Marx  in  Per  la
critica  dell'economia  politica, primo,  citato,  pagina  9,  facendo
riferimento  all'edizione  di Oxford, De  Republica,  primo.  Bekkeri,
Oxonii, 1837. Quest'opera di Aristotele  pi nota come Politica.

(58). Ivi, pagina 10.

(59).  Confronta ivi, pagina 11. Marx usa le unit di misura  inglesi:
il quarter corrisponde a 2,907 hl ( stata in uso fino a tempi recenti
la   misurazione   dei  cereali  in  termini  di  capacit);   l'oncia
corrisponde a circa 28 g; il braccio corrisponde a circa 60 cm. Per A.
Smith vedi volume secondo, capitolo Dodici, 6, pagine 310-313.

(60).  Confronta ivi, pagina 12. Si ricordi quanto diceva Hegel  sulla
divisione  e  sul  carattere sociale del lavoro (vedi volume  secondo,
capitolo Quattordici, 4, pagine 450-452).

(61).  Confronta  K.  Marx,  Per  la critica  dell'economia  politica,
secondo, primo, citato, pagine 45-56.

(62).  Confronta A. Seldon - F. G. Pennance, Dizionario  di  economia,
Mondadori, Milano, 19832, pagine 56-59.

(63).  Confronta  K. Marx, Il capitale, libro primo, sezione  secondo,
capitolo quarto, 1, citato, pagina 179. Marx, per chiarire, cita anche
due proverbi francesi : Nessuna terra senza signore e Il denaro non
ha padrone.

(64). Ivi, pagina 184.

(65). Confronta ivi, capitolo quarto, 3, citato, pagina 199.

(66).  Confronta ivi, pagina 200. Marx chiarisce: Per forza-lavoro  o
capacit  di  lavoro intendiamo l'insieme delle attitudini  fisiche  e
intellettuali  che esistono nella corporeit, ossia nella  personalit
vivente  d'un  uomo,  e  che egli mette in movimento  ogni  volta  che
produce valori d'uso di qualsiasi genere.

(67). Confronta ivi, pagina 201.

(68). Confronta ibidem.

(69).  E'  di  origine  francese l'uso del  termine  proletario  per
descrivere le persone che non possiedono nulla all'infuori della  loro
capacit  di  lavorare, e che vendono tale capacit in  cambio  di  un
salario  con  cui  si  procurano i mezzi di sussistenza.  Naturalmente
l'origine  del termine proletario  latina: proletarius indicava  il
cittadino  senza propriet che veniva censito dallo stato solo  perch
aveva  o  poteva avere figli (proles). (Confronta A. Seldon  -  F.  G.
Pennance,  Dizionario di economia, citato, pagina 313).

(70).  K.  Marx,  Il capitale, libro primo, sezione secondo,  capitolo
quarto, 3, citato, pagina 203.

(71).  Per il proletario si tratta di circolazione semplice (M-D-M):
egli  vende  la  forza-lavoro  (M)  per  un  salario  (D)  esattamente
equivalente ai mezzi di sostentamento che deve acquistare (M).

(72).  Oltre che nel Capitale (dove l'intera terza sezione  del  primo
libro   dedicata alla produzione del plusvalore assoluto, la quarta
alla produzione del plusvalore relativo e la quinta alla produzione
del plusvalore assoluto e del plusvalore relativo) si pu trovare una
esposizione sintetica del meccanismo di formazione del salario e dello
sfruttamento capitalistico in K. Marx, Lavoro salariato e capitale,  a
cura  di  V. Vitello, Editori Riuniti, Roma, 19672 (si tratta  di  una
serie di conferenze rivolte agli operai, tenute da Marx nel 1849).

(73).  K.  Marx,  Il  capitale, libro primo, sezione  terzo,  capitolo
settimo, 1, citato, pagina 245.

(74).  Il  saggio (o tasso) di plusvalore  il rapporto fra il  valore
della merce prodotta (pv) e il costo della forza-lavoro necessaria per
produrla (v).

(75).  K.  Marx,  Il  capitale, libro terzo, sezione  terzo,  capitolo
tredicesimo,  a cura di M. L. Boggeri, Editori Riuniti,  Roma,  19707,
volume terzo, tomo primo,  pagina 262.

(76). Ivi, pagina 263.

(77). In realt le alternative, che Marx chiama cause antagonistiche
alla legge generale sul saggio di profitto, sono molte e complesse; si
possono  indicare schematicamente: aumento del grado  di  sfruttamento
del  lavoro; riduzione del salario al di sotto del valore della forza-
lavoro;  diminuzione di prezzo degli elementi del  capitale  costante;
aumento relativo della popolazione che immette sul mercato nuova forza-
lavoro a costo pi basso; diffusione del capitale azionario (confronta
ivi,  libro  terzo,  sezione terzo, capitolo quattordicesimo,  citato,
pagine 285-295).

(78). Vedi volume secondo, capitolo Dodici, 6, pagine 310-313.

(79).  O,  meglio, che non si ritrovavano nella fisica  newtoniana   e
nella  scienza  positivista dell'epoca di Marx. Oggi l'elasticit  
sicuramente una componente importante della ricerca scientifica.

(80). I maraos erano gli Ebrei spagnoli, costretti a emigrare a causa
delle persecuzioni dell'Inquisizione (istituita in Spagna nel 1478); i
moriscos  erano  i  musulmani  spagnoli superstiti  dalla  Reconquista
(conclusasi nel 1492), definitivamente espulsi nel 1609.

(81). Vedi volume primo, capitolo Tre, 2, pagina 53.

(82).  L'uomo  misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto
sono  e  di  quelle  che  non  sono in quanto  non  sono  (Protagora,
frammento 1). Vedi volume primo, capitolo Tre, 2, pagina 54.

(83). Vedi volume secondo, capitolo Uno, 1, pagina 8.

(84).  Vedi  volume  secondo,  capitolo  Dodici,  9,  pagina  333.  Il
riferimento  a Robinson Crusoe, protagonista dell'omonimo romanzo  di
D. De Foe. Marx scrive: Il singolo ed isolato cacciatore e pescatore,
con cui cominciano Smith e Ricardo, appartengono alle invenzioni prive
di  fantasia  del diciottesimo secolo. Robinsonate che  non  esprimono
affatto, come pretendono gli storici della civilt, semplicemente  una
reazione alle eccessive raffinatezze e un ritorno a una malintesa vita
naturale. [...] La produzione ad opera di un individuo isolato  al  di
fuori  della  societ - una rarit che pu capitare a un  uomo  civile
sbattuto per caso in una contrada selvaggia, il quale gi possiede  in
s  potenzialmente  le forze della societ -   un  nonsenso  come  lo
sviluppo  di una lingua senza individui che vivano insieme  e  parlino
fra  loro  (Introduzione  a Per la critica dell'economia  politica,
1857,  in  K.  Marx,  Per la critica dell'economia  politica,  citato,
pagine 171-172).

(85).  Confronta  K. Marx, Il capitale, libro primo, sezione  settimo,
capitolo 24, 1, citato, pagine 775-826.

(86).  F.  Engels,  Introduzione a K. Marx,  Le  lotte  di  classe  in
Francia, a cura di G. Giorgetti, citato, pagina 39.

(87). Confronta ivi, pagina 91 e seguenti

(88). Con la rivoluzione del 1848 in Francia - secondo Marx - tramonta
definitivamente  l'idea  di  popolo (il  terzo  stato  della  Grande
Rivoluzione),  le cui componenti (borghesia, proletariato,  contadini,
sottoproletariato   e   piccola-borghesia)   assumono   una    precisa
connotazione  di  classe  con  propri e specifici  obiettivi  politici
legati  al ruolo che occupano all'interno (o all'esterno) del processo
produttivo capitalistico (confronta ivi, pagine 138-139).

(89).  Con  piccola-borghesia Marx intende  definire  quegli  strati
sociali  che,  pur  non  essendo all'interno del  processo  produttivo
capitalistico,  hanno una piccola propriet e svolgono prevalentemente
attivit   mercantili:   caffettieri,   trattori,   vinai,    piccoli
negozianti,  merciaiuoli, artigiani, eccetera (ivi, pagina  153).  La
piccola-borghesia - secondo Marx -  come schiacciata fra proletariato
e  capitale,  e  la  scelta  che spesso fa schierandosi  a  fianco  di
quest'ultimo le pu risultare fatale: La bottega aveva raccolto tutte
le  sue  forze  e  aveva  marciato contro la  barricata,  al  fine  di
ristabilire  la circolazione che porta dalla strada alla  bottega.  Ma
dietro  alla  barricata stavano i clienti e i debitori [i  proletari],
dinanzi  ad  essa i creditori della bottega [la grande  borghesia].  E
quando  le  barricate furono abbattute e gli operai schiacciati,  e  i
guardiani delle botteghe [la piccola-borghesia], ubriachi di vittoria,
si rovesciarono di ritorno nelle loro botteghe, ne trovarono barricato
l'ingresso da un salvatore della propriet, da un agente ufficiale del
credito,  che  agitava  loro in faccia le  sue  lettere  di  protesta:
Cambiale  scaduta!  Fitto  scaduto! Tratta scaduta!  Bottega  fallita!
Bottegaio fallito! (ibidem).

(90).  Ivi, pagine 194-195. Una politica analoga sar seguita da Luigi
Napoleone Bonaparte (prima e dopo la sua proclamazione a imperatore).

(91).  Confronta K. Marx, Il 18 brumaio di Luigi Bonaparte, in Marx  -
Engels, Opere scelte, citato, pagine 487-587.

(92). Accanto ad avventurieri corrotti, feccia della borghesia, vi si
trovavano  vagabondi,  soldati in congedo, forzati  usciti  dal  bagno
penale,  galeotti  evasi,  birbe,  furfanti,  lazzaroni,  tagliaborse,
ciurmatori,   bari,   ruffiani,  tenitori  di  postriboli,   facchini,
letterati,  suonatori ambulanti, straccivendoli,  arrotini,  stagnini,
accattoni,   in  una  parola,  tutta  la  massa  confusa,  decomposta,
fluttuante, che i Francesi chiamano la "bohme" (ivi, pagina 537).

(93). D'altra parte questo testo fu redatto da Marx nell'aprile-maggio
1871,  per  incarico  e  a nome dell'Associazione  Internazionale  dei
Lavoratori (la Prima Internazionale), e fu pubblicato a Londra il 13
giugno  dello  stesso  anno  come  Indirizzo  del  Consiglio  generale
dell'Associazione  internazionale  degli  operai.  A  tutti  i  membri
dell'Associazione  in  Europa  e  negli  Stati  Uniti.  Il  testo,  in
traduzione  italiana, si pu leggere in Marx - Engels,  Opere  scelte,
citato, pagine 887-932.

(94). Ivi, terzo, pagina 905.

(95).  Gi in Le lotte di classe in Francia (citato, pagina 147)  Marx
aveva scritto che la rivoluzione, dopo l'insurrezione del giugno  1848
a  Parigi, non si presentava pi come rovesciamento della forma dello
Stato, ma come rovesciamento della societ borghese.

(96).  Il  Partito Socialdemocratico, diretto da W. Liebknecht  (1825-
1864)  e da A. F. Bebel (1840-1913) - che si professava marxista  -  e
l'Associazione operaia tedesca, fondata da F. Lassalle (1825-1864). Il
manifesto  per  il  Congresso  di Gotha  affianca  al  centro  Marx  e
Lassalle, anche se Marx - proprio nella critica al programma preparato
per  il  Congresso  - non risparmia pesanti accuse al  socialismo  che
Lassalle aveva professato.

(97).  K.  Marx,  Glosse marginali al programma  del  Partito  operaio
tedesco, in Marx - Engels, Opere scelte, citato, pagina 955.

(98). Ibidem.

(99). Vedi pi avanti, 9, pagina 74.

(100).  K.  Marx,  Glosse marginali al programma del  Partito  operaio
tedesco, in Marx - Engels, Opere scelte, citato, pagina 963.

(101). Confronta ivi, pagine 960-961.

(102).   Il   diritto  pu  consistere  soltanto,  per  sua   natura,
nell'applicazione  di  una  uguale  misura;  ma  gli  individui   sono
disuguali (e non sarebbero individui diversi se non fossero disuguali)
[...]  uno   fisicamente o moralmente superiore all'altro,  [...]  un
operaio    ammogliato  e  l'altro no; uno ha  pi  figli  dell'altro,
eccetera (ivi, pagina 961).

(103). Ivi, pagina 962.

(104). Ibidem.

(105).  L. Lombardo Radice, ad esempio, nella Prefazione a F.  Engels,
Dialettica  della natura, citato, pagine 16-17, riferisce  come  certa
l'intenzione di Marx di dedicare Il capitale a Darwin. Questa  ipotesi
si basa su una lettera di Darwin del 13 ottobre 1880, ritrovata fra le
carte di Marx, in cui si legge: Vi ringrazio per la vostra amichevole
lettera  e  per  l'allegato. Siete libero di pubblicare  in  qualsiasi
forma,  e senza bisogno del mio consenso, le osservazioni che  credete
di fare ai miei scritti [...]. Preferirei per, pur ringraziandovi per
l'onore che volete farmi, che la parte del volume cui vi riferite  non
fosse  dedicata a me, perch ci potrebbe in certo senso implicare  la
mia  approvazione  per il contenuto di tutta l'opera,  che  non  mi  
ancora  noto.  [...]  (la lettera  riportata in  A.  Keith,  Darwin,
Feltrinelli, Milano, 1959). Siccome la lettera di Darwin non  reca  il
nome  del  destinatario, e visto che Marx aveva inviato una copia  del
Capitale a Darwin che ne accus ricevuta in una lettera del 1 ottobre
1873,  sorto il dubbio che il destinatario della lettera del 1880 non
fosse Marx. Del resto, poich la terza edizione tedesca dell'opera  di
Marx  usc nel 1883 - dopo la morte dell'autore - e la prima  edizione
inglese  addirittura  nel  1887, non si capisce  quale  edizione  -  e
soprattutto quale parte di un'opera che Darwin ancora non  conosceva
-  gli  sarebbe  stata dedicata. Molto probabilmente  vera  l'ipotesi
dello studioso americano P. T. Carrol, secondo la quale la lettera  di
Darwin  era  indirizzata a Edward Aveling, genero di Marx  e  curatore
della traduzione inglese del Capitale, che aveva mostrato l'intenzione
di  dedicargli  una  raccolta di saggi. Su questa vicenda  e,  pi  in
generale,  sul  rapporto  fra  Marx  e  Darwin  si  veda  L.   Krader,
Evoluzione,  rivoluzione  e Stato: Marx e il pensiero  etnologico,  in
Storia del marxismo, volume primo, Einaudi, Torino, 1978, pagine  213-
244, in particolare le pagine 218-220.

(106).  Lettera  di Marx ad Engels del dicembre 1859 (n.  633,  volume
terzo)   citata  da  L.  Lombardo  Radice,  Prefazione  a  F.  Engels,
Dialettica della natura, Editori Riuniti, Roma, 19713, pagina 16.

(107).  Lettera di Marx ad Engels del 19 dicembre 1860 (n. 720, volume
terzo), citata ibidem.

(108).   F.  Engels,  Dialettica  della  natura,  Abbozzo  del   piano
complessivo, citato, pagina 33.

(109). Vedi capitolo Tre, 1, pagine 85-86.

(110).  F. Engels, Dialettica della natura, Dialettica, citato, pagina
78.

(111).  La prima edizione a stampa usc a Mosca nel 1929. Nel  1924  i
manoscritti di Engels erano stati fatti leggere ad Albert Einstein dai
dirigenti  socialdemocratici  tedeschi:  pur  non  sconsigliandone  la
pubblicazione, egli li ritenne di poco o nessun interesse dal punto di
vista scientifico (confronta ivi, pagina 27).

(112). Gli articoli di Engels furono raccolti in volume, nel 1878, con
il  titolo  La  rivoluzione scientifica del sig.  Dhring.  Filosofia,
Economia  politica,  Socialismo. L'opera  comunque  diventata  famosa
semplicemente  come  Antidhring (traduzione italiana  a  cura  di  V.
Gerratana, Editori Riuniti, Roma, 19712).

(113).  Pubblicato  nel 1884, questo scritto di Engels  prende  spunto
dalle  ricerche  dell'etnologo americano L. H. Morgan (1818-1881),  il
cui  interesse per l'etnologia nacque dal contatto e dall'osservazione
diretta  degli  Indiani  d'America,  che  cerc  di  difendere   dalla
corruzione  e  dal  raggiro  di  cui  li  faceva  oggetto  il  governo
americano. Morgan allarg il suo campo di interessi anche alle societ
primitive del Messico e dell'America centrale.

(114).  Si  veda  K.Marx, La sacra famiglia,  citato,  pagina  3,  gi
ricordato nella nota 7.

(115).  Non  sono  mancati - anche al di fuori del marxismo  sovietico
(certamente il pi influenzato dall'engelsismo) - studiosi  che  hanno
teso  a  valorizzare  il lavoro di Engels. Ad  esempio  il  logico  ed
epistemologo belga Leo Apostel ha tentato di unire logica e dialettica
materialistica,  e  ha  indicato in questa un modello  per  il  lavoro
scientifico   contemporaneo  (confronta   L.   Apostel,   Materialismo
dialettico  e  metodo  scientifico.  Cibernetica,  logica,   marxismo,
Einaudi,  Torino,  1968  [prima  edizione  1960]).  Sul  versante  pi
strettamente  filosofico, un recupero di Engels  stato  fatto  da  S.
Timpanaro, Sul materialismo, Nistri-Lischi, Pisa, 1970 (in particolare
nella  prima parte del libro: Engels, materialismo, libero arbitrio,
che  si  conclude  con le parole: Engels non offre  soluzioni  bell'e
pronte per nessuno dei problemi ai quali abbiamo ora accennato; ma  da
Engels bisogna ripartire per affrontarli di nuovo, pagina 120).

(116). F. Engels, Per la critica del progetto di programma del partito
socialdemocratico,  in  Marx - Engels, Opere  scelte,  citato,  pagina
1174.

(117).  K.  Kautsky, Il programma di Erfurt (1892), a cura  di  A.  G.
Ricci, La nuova Sinistra - Samon e Savelli, Roma, 1971, pagina 123.

(118). F. Engels, Per la critica del progetto di programma del partito
socialdemocratico, in Marx-Engels, Opere scelte, citato, pagina 1174.

(119).  K. Kautsky, Premessa a Il programma di Erfurt, citato,  pagina
25.

(120).  Da  qui  il  termine revisionismo per  indicare  la  posizione
teorica di Bernstein.

(121). Lettera di Labriola a H. Lagardelle del 15 aprile 1899,  in  A.
Labriola, Saggi sul materialismo storico, Editori Riuniti, Roma, 1964,
pagina 302.

(122). Lettera di Labriola a R. Soldi del 31 settembre 1896, citata da
V.  Gerratana, Introduzione a A. Labriola, Scritti politici,  Laterza,
Bari, 1970, pagina 89.

(123).  A.  Labriola, In memoria del Manifesto dei  comunisti,  in  A.
Labriola,  La  concezione materialistica della storia, a  cura  di  E.
Garin,  Laterza, Bari, 1965, pagina 11. Il corsivo   nostro.  Per  il
positivismo, Comte e Spencer vedi il capitolo Tre di questo volume.

(124). Si tratta del saggio In memoria del Manifesto dei comunisti.

(125). B. Croce, Come nacque e come mor il marxismo teorico in Italia
(1895-1900), in B. Croce, Materialismo storico ed economia marxistica,
Laterza, Bari, 1968, pagina 253.

(126). Ivi, pagine 253-254.

(127). B. Croce, Sulla forma scientifica del materialismo storico,  in
B.  Croce, Materialismo storico ed economia marxistica, citato, pagina
9.

(128).  B.  Croce,  Per  la interpretazione e  la  critica  di  alcuni
concetti del marxismo, ivi, pagina 75.

(129). B. Croce, Le teorie storiche del prof. Loria, ivi, pagina 31.

(130).  Pierre-Joseph Proudhon (1809-1865). Autore nel 1840 del saggio
Che  cos' la propriet, nel 1844 entr in contatto con Marx, che per
si  mise  ben presto in polemica con il pensatore socialista  francese
proprio  rispetto all'analisi del ruolo della propriet: per  Proudhon
il  possesso dei mezzi di produzione  un aspetto ineliminabile  anche
nella  societ socialista; una soppressione del diritto a questo  tipo
di  propriet  - naturale - porterebbe alla soppressione  anche  delle
altre  libert  individuali. La societ socialista, per  Proudhon,  si
realizzer restringendo al massimo l'autorit centrale dello  stato  e
costituendo una molteplicit di associazioni autonome che, occupandosi
delle varie attivit della societ, collaborano fra loro.

(131).  Auguste Blanqui (1805-1881). Pi che un teorico fu un politico
rivoluzionario.  Fautore dell'instaurazione di una societ  comunista,
non  si  preoccup di descrivere la futura societ, ma  di  trovare  i
mezzi per instaurarla: la rivoluzione sarebbe stata - secondo lui - il
frutto  dell'insurrezione  armata di  gruppi  clandestini  di  operai.
Elabor il concetto di dittatura del proletariato, che sarebbe stato
ripreso da Marx.

(132). Frequentando la casa di Marx a Londra, Lafargue si innamor  di
sua figlia Laura, che spos nel 1868.

(133).  M. Dommanget, Introduzione a P. Lafargue, Il diritto all'ozio,
Feltrinelli, Milano, 1971 [prima edizione 1969], pagina 21.

(134). P. Lafargue, Il diritto all'ozio, citato, pagine 124-125.

(135).  Citato  in V. Zilli, La rivoluzione russa del  1905,  Istituto
italiano per gli studi storici, Napoli, 1963, pagina 183.

(136). Confronta P. Flores d'Arcais, Presentazione di G. V. Plechanov,
La  concezione materialistica della storia, La Nuova Sinistra - Samon
e Savelli, Roma, 1970, pagina 11.

(137).  G.  V.  Plechanov, La concezione materialistica della  storia,
citato, pagina 74.

(138).  G.  V.  Plechanov, Socialismo e lotta politica, citato  da  P.
Flores  d'Arcais,  Presentazione di G.  V.  Plechanov,  La  concezione
materialistica della storia, citato, pagina 19.

(139). Vedi capitolo Dodici.

(140). Vedi capitolo Sette, 6, pagine 205-210.

(141).  Confronta  a  questo proposito la  posizione  di  H.  Spencer,
capitolo Tre, 2, pagine 102-107.

(142). Vedi volume secondo, capitolo Quattordici, 4, pagina 450.

(143).  Vedi  pagina 58. K. Marx, Glosse marginali  al  programma  del
Partito operaio tedesco, in Marx-Engels, Opere scelte, citato,  pagina
962.

(144).  K.  Marx,  Manoscritti economico-filosofici del  1844,  terzo,
citato, pagina 127.

(145). Ivi, pagina 128.

(146). Ivi, pagine 128-129.

(147).  A.  Stachanov   il minatore russo che  nel  1935  invent  un
sistema  per  aumentare il rendimento del lavoro  di  estrazione.  Con
stachanovismo si indicava il movimento promosso dal governo  sovietico
fra  i  lavoratori  per migliorare le tecniche e la  produttivit  del
lavoro.

(148). Vedi il paragrafo 6 di questo capitolo.

(149). Vedi il paragrafo 8 di questo capitolo.

(150).  Confronta, ad esempio, K. Marx, Glosse marginali al  programma
del Partito operaio tedesco, citato, pagina 962.

(151). Vedi capitolo Tre, 1, pagina85.

(152).  Su  questi  aspetti  del pensiero  di  Marx  confronta  M.  A.
Manacorda,  Marx e la pedagogia moderna, Editori Riuniti, Roma,  1966;
in particolare il capitolo terzo (L'uomo onnilaterale), pagine 53-71.
